Persistance de l’activité dentellière dans la via Guglielmi.
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Introduction
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Les touristes qui visitent l’Isola Maggiore, repartent certainement avec ce souvenir pittoresque de dames, plutôt âgées, exécutant de la dentelle aux yeux de tous dans la via Guglielmi.
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Anna, une des dentellières assidues de la via Guglielmi…
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Ils repartent avec une image très couleur locale, mais ils passent à côté de l’importance affective de cette activité, « il merletto » (la dentelle), pour les insulaires.
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Histoire de cette activité à l’isola Maggiore
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Le nouveau pédalo de Fabienne n’a-t-il pas un aérodynamisme de Ferrari ?…
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Per i nostri amici italiani
L’anno scorso, il nostro amico Mauro Pellegrini a messo a disposizione di Fabiana il suo pédalò basato sull’Isola Maggiore.
Ciò ha permesso a Fabiana di scoprire le gioie di questa attività di canottaggio molto rilassante.
Ha avuto così l’opportunità di scoprire, ad un ritmo diverso e con un altro sguardo, tutta l’Isola Maggiore, compresa la zona attualmente non accessibile.
Quest’anno, ha finalmente trovato il moscone dei sui sogni…
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Découverte des joies du pédalo – 2011
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L’an dernier, notre ami Mauro Pellegrini a prêté à Fabienne pendant quelques semaines son pédalo, stationné à l’Isola Maggiore.
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Avec le pédalo de Mauro, Fabienne s’est senti naître une âme de capitaine et a aussitôt entraîné sur l’eau famille et amis
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Nel nostro articolo del 01/07/2011, abbiamo presentato il primo libro, Diario di Bordo, di questo ben conosciuto isolano, Sauro SCARPOCCHI.
Questo primo libro già raccontava la vita quotidiana di Isola Maggiore attraverso una serie di aneddoti e presentava numerosi personaggi emblematichi.
Il secondo libro, L’Isola Maggiore che ho conosciuto, è una continuazione logica del primo e permette una migliore conoscenza della vita sull’ Isola nel corso del tempo e della sua evoluzione graduale.
Sauro Scarpocchi ha presentato questo libro a Tuoro-sul-Trasimeno il 10 dicembre 2012. (1)
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Il secondo libro di Sauro SCARPOCCHI
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L’autore
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L’OSO, venant de l’Isola Maggiore et en route vers l’embarcadère construit à Tuoro-Navaccia par le Marquis Guglielmi
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Préambule
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Dans un article récent (23 octobre), j’ai eu l’occasion de vous présenter l’association ARBIT ( l’Association pour la restauration des barques traditionnelles des eaux internes) et mettre à votre disposition un article traduit au départ de leur très beau site internet.
Nous avons établi un accord de collaboration qui me donne l’autorisation de traduire certains de leurs articles et d’utiliser leur iconographie. Bien entendu la réciproque est tout aussi vraie.
Ils viennent de publier le 28 octobreun article très bien documenté intitulé “L’Oso e la regina…non la carpa“.
Ce titre est un jeu de mot très compréhensible pour ceux qui se sont déjà restaurés dans un des trois restaurants de l’Isola Maggiore : au menu, il y a toujours de la “carpa regina” !
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Introduction
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Et l’Oso me direz-vous ?
En fait, j’ai déjà présenté dans un bref article, le 13 septembre, la flottille du marquis Guglielmi dont l’Oso, un bâtiment à moteur au naphte, était un des fleurons.
Et auparavant, le 9 septembre, un autre article a raconté l’histoire de la Villa Isabella Guglielmi.
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Grandeur : un voyage royal
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Nos amis de l’ARBIT rapporte une anecdote qui illustre quelque peu la place de la Villa Isabella Guglielmi dans la vie aristocratique romaine et qui fut un moment de gloire pour l’Oso.
Vous trouverez ci-dessous de larges extraits traduits de cet article.
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Hélène de Savoie (1873-1952), troisième reine d’Italie
Origine de l’image : archiviostorico.blogspot.com
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Nella sua ultima dichiarazione ufficiale, diceva Janet Kinrade Dethick :
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Ho preso conoscenza della diversa e ricca documentazione storicaanche se non univoca, relativa alla vicenda intervenuta nella notte tra il 19/20 0 20/21 giugno 1944 a Isola Maggiore
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Dunque mi è sembrato interessante segnalare qualche storia e ne confrontare il contenuto.
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Viaggio dei pescatori dall'Isola Maggiore a Sant'Arcangelo (rosa: data della liberazione dagli inglesi;) (Linea rossa = linea del fronte al momento di questo episodio eroico)
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Prima testimonianza : il racconto da Sauro Scarpocchi
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Il modo migliore è quello di leggere il libro, estremamente ben documentato, dedicato a questo episodio eroico dalla storica Janet Kinrade Dethick.
Janet Kinrade Dethick è un’inglese pensionata, ex docente negli Studi sull’Uomo.
Da qualche anno si è stabilita in Umbria nel comune di Castiglione del Lago.
E si è appassionata alle vicende della cruenta battaglia del Trasimeno.
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Presentazione del lavoro dall’editore
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In seguito alle nuove leggi razziali emesse dalla Repubblica di Salò il 30 novembre 1943 un gruppo di ebrei della Provincia di Perugia fu detenuto al Castello Guglielmi all’Isola Maggiore sul Lago Trasimeno, Umbria.
Le fonti resistenziali attribuiscono la loro liberazione ad opera delle forze partigiane, asserendo che questo sia un caso praticamente unico in Italia.
Inoltre si prendono il merito di aver impedito all’ultimo momento il loro trasferimento ai campi di sterminio.
Però i fatti venuti alla luce dopo sessantacinque anni rivelano che il loro rilascio non andò esattamente così.
La raccolta delle testimonianze orali e scritte e il ritrovamento dei documenti nell’Archivio diocesano di Perugia e negli Archivi di stato di Perugia e Roma da parte di tre investigatori, fra i quali l’autrice, ha stabilito definitivamente lo svolgersi degli avvenimenti.
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Conclusione di Janet Kinrade Dethick
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